Skellig di David Almond: il mistero nascosto nel vecchio garage
Ci sono storie che iniziano con un viaggio, altre con un incontro. Skellig, invece, comincia in un luogo apparentemente ordinario: un vecchio garage pieno di polvere, ragni e oggetti abbandonati. È proprio lì che Michael, il protagonista, scopre qualcosa che non dovrebbe esserci. Qualcuno, o forse qualcosa, si nasconde nell’oscurità. Da quel momento la sua vita cambia e quella che sembrava essere soltanto una nuova casa diventa l’inizio di un’avventura difficile da spiegare. Skellig di David Almond è una storia sospesa tra realtà e mistero, capace di parlare di amicizia, paura, speranza e meraviglia senza mai perdere quel senso di mistero che accompagna il lettore fino all’ultima pagina. È uno di quei libri in cui, più che chiedersi semplicemente “What happens next?”, viene spontaneo domandarsi: “What is Skellig?” — Chi è Skellig? E forse è proprio questa domanda a farci voltare pagina.
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abandoned /əˈbændənd/ → abbandonato
mystery /ˈmɪstəri/ → mistero
ordinary /ˈɔːdənəri/ → ordinario, comune
darkness /ˈdɑːknəs/ → oscurità
wonder /ˈwʌndər/ → meraviglia
What happens next?
/wɒt ˈhæpənz nekst/
Cosa succede dopo?
David Almond: quando la realtà incontra la fantasia
David Almond è uno scrittore britannico nato nel nord-est dell’Inghilterra, conosciuto soprattutto per i suoi romanzi destinati a bambini e ragazzi, ma capaci di affrontare temi che appartengono a lettori di qualsiasi età. La sua scrittura è particolare perché non divide nettamente il mondo reale da quello fantastico: lascia che i due si incontrino, creando una zona misteriosa in cui non siamo mai completamente sicuri di ciò che stiamo vedendo. Skellig, pubblicato nel 1998, è proprio un esempio perfetto di questo modo di raccontare. Il romanzo ha ricevuto il Carnegie Medal, prestigioso riconoscimento britannico dedicato alla letteratura per bambini e ragazzi, entrando così nella storia della narrativa britannica per giovani lettori. Ma forse la cosa più interessante di Almond è un’altra: non offre al lettore tutte le risposte. Ci lascia spazio per immaginare, interpretare e persino dubitare. E quando un libro riesce a farci fare domande anche dopo averlo chiuso, significa che qualcosa dentro di noi è rimasto aperto.
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author /ˈɔːθər/ → autore
fiction /ˈfɪkʃən/ → narrativa, finzione
reality /riˈæləti/ → realtà
imagination /ɪˌmædʒɪˈneɪʃən/ → immaginazione
to wonder /ˈwʌndər/ → chiedersi, domandarsi
I wonder what it is.
/aɪ ˈwʌndər wɒt ɪt ɪz/
→ Mi chiedo che cosa sia.
Nel vecchio garage c’è qualcuno
Michael si è appena trasferito con la sua famiglia in una nuova casa. Non è però un periodo particolarmente semplice: sua madre è incinta e la nascita della sorellina porta con sé preoccupazioni e tensioni. Un giorno Michael entra nel vecchio garage e scopre una presenza misteriosa. È sporca, debole, malata e sembra aver bisogno di aiuto. Michael non sa chi sia e non riesce nemmeno a capire esattamente che cosa sia.
Potrebbe essere una persona? Potrebbe essere qualcosa di completamente diverso? La cosa più sorprendente è che Michael decide di non fuggire. Al contrario, torna nel garage. Vuole sapere. Vuole capire. Ed è proprio questa curiosità a trascinarlo dentro la storia. Insieme a Mina, una ragazza intelligente e anticonformista che diventa sua amica, Michael comincia a prendersi cura della creatura. Da questo momento il vecchio garage non è più soltanto un luogo buio e dimenticato: diventa uno spazio pieno di domande. E il lettore si ritrova lì con Michael, quasi in punta di piedi, mentre cerca di capire chi sia davvero quella strana creatura.
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creature /ˈkriːtʃər/ → creatura
faint /feɪnt/ → debole, svenuto
fragile /ˈfrædʒaɪl/ → fragile
curious /ˈkjʊəriəs/ → curioso
to shelter /ˈʃeltər/ → riparare, dare rifugio
Who are you?
/huː ɑː juː/
Chi sei?
Michael, Mina e una creatura impossibile da spiegare
Uno degli aspetti più affascinanti di Skellig è il rapporto che nasce tra Michael e Mina. Sono diversi, ma proprio per questo riescono a completarsi. Michael è preoccupato, confuso e spesso non sa quale sia la cosa giusta da fare; Mina, invece, osserva il mondo con una curiosità quasi inesauribile. Ama la poesia, la natura e le domande che non hanno necessariamente una risposta immediata. Insieme cercano di comprendere il mistero di Skellig, mentre la situazione della famiglia di Michael diventa sempre più delicata. Ma Almond non trasforma mai questa storia in una semplice avventura fantastica. Ci sono momenti di paura, momenti di tenerezza e altri in cui il confine tra ciò che è reale e ciò che sembra impossibile diventa sottilissimo. È qui che il libro conquista anche il lettore adulto: perché dietro la domanda “What is Skellig?” se ne nascondono molte altre.
Che cosa significa essere umani? Che cosa significa prendersi cura di qualcuno? E quanto può cambiare il nostro modo di vedere il mondo quando incontriamo qualcosa che non sappiamo spiegare?
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compassion /kəmˈpæʃən/ → compassione, empatia
inquisitive /ɪnˈkwɪzətɪv/ → curioso, desideroso di conoscere
mysterious /mɪˈstɪəriəs/ → misterioso
perception /pəˈsepʃən/ → percezione, modo di vedere
unexplainable /ˌʌnɪkˈspleɪnəbəl/ → inspiegabile
Nothing is quite what it seems.
/ˈnʌθɪŋ ɪz kwaɪt wɒt ɪt siːmz/
Niente è esattamente ciò che sembra.
Quando un libro ci insegna a guardare oltre
Forse il vero cuore di Skellig non è scoprire che cosa sia quella creatura nascosta nel garage. Il cuore della storia è il modo in cui la sua presenza cambia Michael. Quando ci troviamo davanti a qualcosa che non comprendiamo, possiamo scegliere di avere paura oppure possiamo scegliere di osservare, ascoltare e cercare di capire. Michael sceglie la seconda strada. E attraverso la sua esperienza scopre qualcosa sull’amicizia, sulla famiglia, sulla sofferenza e sulla speranza. Anche il lettore viene invitato a fare la stessa cosa: guardare oltre ciò che appare evidente. È questo che rende Skellig una lettura così particolare. Non è soltanto una storia fantastica e non è nemmeno semplicemente un romanzo per ragazzi. È una storia sull’incontro con l’ignoto e sulla capacità di lasciarsi sorprendere.
Quando arriviamo alla fine, forse non abbiamo bisogno di spiegare tutto. Forse alcune cose possono semplicemente rimanere misteriose. Perché, in fondo, una delle meraviglie della letteratura è proprio questa: permetterci di entrare in un mondo che non comprendiamo completamente e uscirne guardando il nostro mondo con occhi un po’ diversi. E allora resta una domanda semplice:
What if the impossible were real? E se l’impossibile fosse reale?
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unknown /ʌnˈnəʊn/ → ignoto, sconosciuto
to understand /ˌʌndəˈstænd/ → comprendere
to surprise /səˈpraɪz/ → sorprendere
hope /həʊp/ → speranza
wonder /ˈwʌndər/ → meraviglia
What if the impossible were real?
/wɒt ɪf ði ɪmˈpɒsəbəl wɜː rɪəl/
E se l’impossibile fosse reale?
