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Coraline di Neil Gaiman: la porta misteriosa che conduce dall’altra parte

Ci sono libri che iniziano con un’avventura e libri che, invece, iniziano con una porta. Una porta normalissima, apparentemente insignificante, che potrebbe non nascondere assolutamente nulla. Eppure basta avere un po’ di curiosità per chiedersi: What could be behind it? — che cosa potrebbe esserci dall’altra parte? È proprio da una porta misteriosa che comincia Coraline, il celebre romanzo breve di Neil Gaiman, pubblicato nel 2002 e illustrato da Dave McKean. La storia mescola fantasy, mistero e una sottile atmosfera horror, costruendo un mondo che sembra inizialmente meraviglioso per poi diventare sempre più inquietante.

Vocabulary box

door /dɔːr/ → porta
mysterious /mɪˈstɪəriəs/ → misterioso
behind /bɪˈhaɪnd/ → dietro
curiosity /ˌkjʊəriˈɒsəti/ → curiosità
strange /streɪndʒ/ → strano, insolito

What could be behind it?
/wɒt kʊd biː bɪˈhaɪnd ɪt/
Che cosa potrebbe esserci dietro?


Neil Gaiman, un autore tra fantasia, mistero e mondi impossibili

Neil Gaiman è uno scrittore britannico particolarmente conosciuto per la sua capacità di muoversi tra fantasy, dark fantasy, fumetto e narrativa per ragazzi e adulti. La sua immaginazione non costruisce semplicemente mondi lontani: spesso prende qualcosa di assolutamente quotidiano e lo trasforma in qualcosa di straordinario. È proprio quello che accade in Coraline: una casa, una famiglia, un corridoio e una porta diventano gli elementi di una storia in cui la realtà sembra avere una seconda faccia. Il libro ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Hugo Award e il Nebula Award per la novella, oltre al Bram Stoker Award per la narrativa destinata ai giovani. Gaiman riesce così a parlare ai lettori più giovani senza trattarli come lettori “piccoli”: li accompagna dentro una storia inquietante e lascia che siano loro a confrontarsi con la paura, il dubbio e il coraggio.

Vocabulary box

author /ˈɔːθər/ → autore
imagination /ɪˌmædʒɪˈneɪʃən/ → immaginazione
wonder /ˈwʌndər/ → meraviglia
fear /fɪər/ → paura
courage /ˈkʌrɪdʒ/ → coraggio

a world of imagination
/ə wɜːld əv ɪˌmædʒɪˈneɪʃən/
un mondo di immaginazione


Una porta, un corridoio e una casa identica alla sua

Immaginate di entrare in una stanza della vostra casa e trovare una porta che non avevate mai notato davvero. La aprite. Dall’altra parte dovrebbe esserci soltanto un muro di mattoni. E invece no. Per Coraline quella porta conduce a un’altra abitazione, stranamente simile alla sua. All’inizio sembra quasi un sogno: tutto ciò che nella sua vita reale appare noioso o trascurato sembra essere diventato più interessante. Ci sono un’altra madre e un altro padre, e sembrano persino più attenti e affettuosi. Ma c’è qualcosa che non convince Coraline. Qualcosa che rende quella casa troppo perfetta. Ed è proprio qui che il lettore comincia a sentirsi coinvolto: voi avreste attraversato quella porta? Avreste avuto il coraggio di entrare in una casa identica alla vostra, sapendo però che qualcosa non va?

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corridor /ˈkɒrɪdɔːr/ → corridoio
brick wall /brɪk wɔːl/ → muro di mattoni
similar /ˈsɪmɪlər/ → simile
perfect /ˈpɜːfɪkt/ → perfetto
to notice /ˈnəʊtɪs/ → notare

Something is not right.
/ˈsʌmθɪŋ ɪz nɒt raɪt/
C’è qualcosa che non va.


Quando ciò che sembra perfetto diventa inquietante

La figura più inquietante del romanzo è senza dubbio la Other Mother, l’Altra Madre. All’inizio sembra rappresentare tutto ciò che Coraline potrebbe desiderare: attenzione, divertimento, cibo preparato con cura, una casa piena di cose interessanti. Ma c’è un dettaglio impossibile da ignorare: i suoi occhi sono bottoni neri. Quella caratteristica, apparentemente assurda, diventa progressivamente uno degli elementi più inquietanti dell’intera storia. L’Altra Madre non vuole semplicemente che Coraline faccia una visita: vuole che rimanga. E più Coraline comprende ciò che sta accadendo, più quella casa apparentemente meravigliosa si trasforma in una vera trappola. Gaiman gioca proprio con una delle paure più affascinanti delle fiabe: e se ciò che desideriamo di più fosse proprio ciò da cui dovremmo stare lontani?

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button /ˈbʌtən/ → bottone
eyes /aɪz/ → occhi
creepy /ˈkriːpi/ → inquietante, sinistro
trap /træp/ → trappola
to stay /steɪ/ → rimanere

Don’t stay here.
/dəʊnt steɪ hɪər/
Non rimanere qui.


Una bambina curiosa che scopre quanto può essere coraggiosa

Coraline non è una supereroina. Non possiede poteri magici e non affronta ciò che la spaventa perché non prova paura. Al contrario, ha paura eccome. La sua forza nasce proprio dal fatto che continua ad andare avanti nonostante quello che sente. Nel corso della storia dovrà usare soprattutto la propria intelligenza, la capacità di osservare e il coraggio per cercare di salvare le persone che ama. E accanto a lei c’è una presenza davvero particolare: un gatto nero, indipendente e misterioso, che può muoversi tra i due mondi e che diventa uno dei suoi alleati più importanti. È impossibile non affezionarsi a questo strano compagno di avventura, soprattutto perché sembra avere sempre un’aria da “io so qualcosa che tu ancora non sai”. E forse è proprio questo uno degli aspetti più belli di Coraline: non racconta soltanto una storia di mostri, ma quella di una bambina che scopre, passo dopo passo, di essere molto più forte di quanto pensasse.

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cat /kæt/ → gatto
ally /ˈælaɪ/ → alleato
clever /ˈklevər/ → intelligente, furbo
strong /strɒŋ/ → forte
to face /feɪs/ → affrontare

She is afraid, but she keeps going.
/ʃiː ɪz əˈfreɪd, bət ʃiː kiːps ˈɡəʊɪŋ/
Ha paura, ma continua ad andare avanti.


Coraline non è soltanto una storia spaventosa

Forse è proprio questo il motivo per cui Coraline continua a conquistare lettori diversi tra loro. Sotto la superficie di una storia fantastica e inquietante c’è una riflessione sulla famiglia, sul desiderio di essere ascoltati, sulla solitudine e sul valore delle cose che abbiamo davvero. La vita reale non è sempre perfetta: i genitori possono essere distratti, una giornata può essere noiosa, una nuova casa può sembrare triste e un bambino può sentirsi poco considerato. Ma una realtà imperfetta può essere molto più autentica di un mondo costruito apposta per soddisfare ogni nostro desiderio.

Coraline impara a guardare oltre le apparenze e, soprattutto, a fidarsi del proprio istinto. E forse è proprio questa la domanda che Gaiman lascia al lettore quando chiude il libro: quanto siamo disposti a rischiare per ciò che amiamo davvero? Coraline è una storia breve, ma lascia dietro di sé una porta che continua a rimanere socchiusa nella nostra immaginazione. E forse, dopo averla letta, quando passeremo davanti a una vecchia porta di casa, ci chiederemo per un istante… what if?

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appearance /əˈpɪərəns/ → apparenza
family /ˈfæməli/ → famiglia
loneliness /ˈləʊnlinəs/ → solitudine
instinct /ˈɪnstɪŋkt/ → istinto
to trust /trʌst/ → fidarsi

What if…?
/wɒt ɪf/
E se…?

È una delle espressioni inglesi più semplici e affascinanti: basta pronunciarla per aprire la porta a un’intera storia.

Perché leggerlo in inglese?

Coraline è particolarmente interessante anche per chi vuole avvicinarsi alla narrativa inglese originale. Il romanzo permette di incontrare un vocabolario concreto legato alla casa, agli oggetti quotidiani, alle emozioni e alla paura, inserito però all’interno di una storia che mantiene alta la curiosità. Per chi studia inglese, quindi, può essere una bellissima sfida: non leggere soltanto per imparare nuove parole, ma leggere per scoprire che cosa c’è dall’altra parte della porta.