In inglese harbour significa porto, cioè il luogo protetto in cui navi e imbarcazioni possono attraccare. Nella variante americana si trova invece harbor. Per secoli i porti britannici sono stati luoghi fondamentali per il commercio, la pesca e la navigazione. A Londra, il grande protagonista è il River Thames, il Tamigi, sulle cui rive si sviluppò uno dei più importanti sistemi portuali del mondo.
The ship entered the harbour at dawn.
/ðə ʃɪp ˈentəd ðə ˈhɑːbə ət dɔːn/
La nave entrò nel porto all’alba.
The fishermen returned to the harbour before sunset.
/ðə ˈfɪʃəmən rɪˈtɜːnd tə ðə ˈhɑːbə bɪˈfɔː ˈsʌnset/
I pescatori tornarono al porto prima del tramonto.
harbour /ˈhɑːbə/ = porto
dock /dɒk/ = bacino portuale, darsena
quay /kiː/ = banchina
pier /pɪə/ = molo, pontile
waterside /ˈwɔːtəsaɪd/ = zona lungo l’acqua
Una distinzione interessante è quella tra pier e quay. Un pier si protende generalmente sull’acqua e può essere utilizzato anche per passeggiare o per imbarcarsi; un quay, invece, è una struttura lungo la riva destinata soprattutto alle operazioni portuali.
Dietro ogni nave che arriva c’è un’intera squadra di lavoratori. Il dockworker, cioè l’operaio portuale, può occuparsi delle merci e delle operazioni di carico e scarico. Per secoli, soprattutto nei grandi porti commerciali britannici, questo lavoro è stato estremamente faticoso e fisicamente impegnativo.
Una parola fondamentale è cargo, che indica il carico o le merci trasportate da una nave. Il verbo to load significa caricare, mentre to unload significa scaricare.
The dockworkers loaded the cargo onto the ship.
/ðə ˈdɒkˌwɜːkəz ˈləʊdɪd ðə ˈkɑːɡəʊ ˈɒntu ðə ʃɪp/
Gli operai portuali caricarono le merci sulla nave.
The crew unloaded the goods after the ship arrived.
/ðə kruː ʌnˈləʊdɪd ðə ɡʊdz ˈɑːftə ðə ʃɪp əˈraɪvd/
L’equipaggio scaricò le merci dopo l’arrivo della nave.
dockworker /ˈdɒkˌwɜːkə/ = lavoratore portuale
cargo /ˈkɑːɡəʊ/ = carico, merci
goods /ɡʊdz/ = merci
to load /ləʊd/ = caricare
to unload /ʌnˈləʊd/ = scaricare
shipment /ˈʃɪpmənt/ = spedizione, carico spedito
Da load deriva anche to overload, sovraccaricare, mentre unload contiene il prefisso un-, che spesso indica l’inversione o la rimozione di un’azione.
La vita di un sailor, il marinaio, è stata per secoli molto diversa da quella di chi viveva sulla terraferma. Una nave poteva rimanere in mare per settimane o mesi e l’equipaggio doveva affrontare vento, pioggia, freddo, solitudine e lunghi periodi lontano dalla famiglia.
Il termine crew indica l’equipaggio, cioè l’insieme delle persone che lavorano a bordo. Il captain è il comandante della nave, mentre deck indica il ponte. L’espressione on board significa invece a bordo.
The sailors spent months at sea.
/ðə ˈseɪləz spent mʌnθs ət siː/
I marinai trascorsero mesi in mare.
Everyone was already on board when the ship left the harbour.
/ˈevriwʌn wəz ɔːlˈredi ɒn bɔːd wen ðə ʃɪp left ðə ˈhɑːbə/
Tutti erano già a bordo quando la nave lasciò il porto.
sailor /ˈseɪlə/ = marinaio
crew /kruː/ = equipaggio
captain /ˈkæptɪn/ = capitano, comandante
deck /dek/ = ponte della nave
on board /ɒn bɔːd/ = a bordo
at sea /ət siː/ = in mare aperto
È interessante distinguere at sea da by the sea. La prima espressione indica generalmente la condizione di essere in mare, lontano dalla terraferma; la seconda significa invece vicino al mare.
Per un marinaio il tempo atmosferico non era semplicemente una questione di comodità: poteva determinare la sicurezza dell’intero viaggio. Wind significa vento, wave onda, storm tempesta, mentre rough sea indica il mare mosso.
Una delle espressioni più affascinanti è to weather the storm, che letteralmente significa superare la tempesta. Oggi viene utilizzata anche in senso figurato per indicare la capacità di affrontare e superare un periodo difficile.
The sailors struggled against the strong wind.
/ðə ˈseɪləz ˈstrʌɡəld əˈɡenst ðə strɒŋ wɪnd/
I marinai lottarono contro il vento forte.
The ship had to stay in the harbour because of the storm.
/ðə ʃɪp hæd tə steɪ ɪn ðə ˈhɑːbə bɪˈkɒz əv ðə stɔːm/
La nave dovette rimanere nel porto a causa della tempesta.
wind /wɪnd/ = vento
wave /weɪv/ = onda
storm /stɔːm/ = tempesta
rough sea /ˌrʌf ˈsiː/ = mare mosso
rough weather /ˌrʌf ˈweðə/ = tempo burrascoso
to weather the storm /ˌweðə ðə ˈstɔːm/ = superare una difficoltà
Questa espressione è un esempio di figurative language, cioè linguaggio figurato: una situazione concreta del mondo marittimo viene trasformata in una metafora utilizzabile nella vita quotidiana.
Anche il verbo partire assume sfumature particolari quando parliamo di una nave. To leave the harbour significa lasciare il porto, mentre to set sail significa salpare. L’espressione richiama proprio l’immagine di una nave che inizia il proprio viaggio sul mare.
The ship set sail early in the morning.
/ðə ʃɪp set seɪl ˈɜːli ɪn ðə ˈmɔːnɪŋ/
La nave salpò presto al mattino.
The sailors were ready to set off on another journey.
/ðə ˈseɪləz wə ˈredi tə set ɒf ɒn əˈnʌðə ˈdʒɜːni/
I marinai erano pronti a partire per un altro viaggio.
to set sail /set seɪl/ = salpare
to set off /set ɒf/ = partire
departure /dɪˈpɑːtʃə/ = partenza
journey /ˈdʒɜːni/ = viaggio
voyage /ˈvɔɪɪdʒ/ = viaggio, soprattutto lungo o per mare
destination /ˌdestɪˈneɪʃən/ = destinazione
È interessante la differenza tra journey e voyage. Journey è una parola generale per indicare un viaggio; voyage evoca invece un viaggio più lungo, tradizionalmente associato al mare o a grandi traversate.
Il Thames attraversa Londra e per secoli ha rappresentato una straordinaria arteria commerciale. Il porto londinese non era soltanto un punto di arrivo e partenza per le navi: intorno al fiume si concentravano magazzini, banchine, commercianti, lavoratori e imbarcazioni provenienti da luoghi lontani.
Ma il mondo marittimo inglese non si limita a Londra. Le coste britanniche sono disseminate di città storicamente legate alla navigazione, alla pesca e al commercio, da Liverpool a Bristol, da Plymouth a Portsmouth, fino alle numerose cittadine costiere dove il mare continua a essere parte integrante dell’identità locale.
waterway /ˈwɔːtəweɪ/ = via d’acqua
seafaring /ˈsiːˌfeərɪŋ/ = navigazione marittima
coastline /ˈkəʊstlaɪn/ = linea costiera
fisherman /ˈfɪʃəmən/ = pescatore
merchant /ˈmɜːtʃənt/ = commerciante
Seafaring è una parola particolarmente interessante: indica il mondo della navigazione e della vita sul mare. È formata da sea e dall’elemento faring, collegato all’antico verbo to fare, cioè viaggiare, andare. La parola conserva quindi una traccia della lunga storia della lingua inglese.
Il mondo marittimo ha lasciato moltissime tracce nell’inglese moderno. Espressioni nate tra marinai e naviganti sono diventate idioms, cioè modi di dire il cui significato non è necessariamente letterale.
Per esempio, to learn the ropes significa imparare come funzionano le cose, fare esperienza. L’immagine originaria richiama il marinaio che doveva imparare a conoscere corde, vele e attrezzature della nave.
Un’altra espressione molto conosciuta è to be in the same boat, letteralmente essere sulla stessa barca. In senso figurato significa trovarsi nella stessa situazione.
Don’t worry, you’ll soon learn the ropes.
/dəʊnt ˈwʌri, juːl suːn lɜːn ðə rəʊps/
Non preoccuparti, presto imparerai come funziona.
We are all in the same boat.
/wiː ɑːr ɔːl ɪn ðə seɪm bəʊt/
Siamo tutti nella stessa situazione.
idiom /ˈɪdiəm/ = modo di dire
to learn the ropes /tə lɜːn ðə rəʊps/ = imparare il mestiere, capire come funziona qualcosa
to be in the same boat /tə biː ɪn ðə seɪm bəʊt/ = essere nella stessa situazione
to steer /stɪə/ = guidare, manovrare una nave
to navigate /ˈnævɪɡeɪt/ = navigare
Ed è proprio qui che il mare diventa lingua: parole nate per descrivere attività concrete dei marinai sono entrate nell’inglese quotidiano e oggi vengono utilizzate anche da persone che non hanno mai messo piede su una nave.
Oggi il lavoro portuale è molto diverso da quello di un tempo. La tecnologia, i moderni sistemi di movimentazione delle merci e le grandi navi hanno trasformato profondamente la vita dei porti. Eppure, sulle coste inglesi, il legame con il mare rimane fortissimo.
Nei porti, sui moli e lungo gli estuari del Tamigi sopravvive una parte importante della storia britannica: quella di marinai, pescatori, commercianti e viaggiatori che per secoli hanno guardato verso l’orizzonte.
The sea has always been part of Britain’s story.
/ðə siː hæz ˈɔːlweɪz biːn pɑːt əv ˈbraɪtənz ˈstɔːri/
Il mare ha sempre fatto parte della storia della Gran Bretagna.
For generations, people have made their living from the sea.
/fə ˌdʒenəˈreɪʃənz ˈpiːpəl həv meɪd ðeə ˈlɪvɪŋ frəm ðə siː/
Per generazioni, le persone hanno vissuto grazie al mare.
shore /ʃɔː/ = riva, costa
seaside /ˈsiːsaɪd/ = zona costiera, località di mare
livelihood /ˈlaɪvlihʊd/ = mezzo di sostentamento
maritime /ˈmærɪtaɪm/ = marittimo
heritage /ˈherɪtɪdʒ/ = patrimonio culturale
Forse è proprio questa la magia del vocabolario marittimo inglese: dietro parole apparentemente semplici come harbour, voyage, sailor o shore si nasconde un’intera cultura.
In inglese esiste anche l’espressione to go ashore, scendere a terra, usata soprattutto parlando di persone che si trovano su una nave. Il contrario è to go aboard, salire a bordo.
The sailor went ashore after months at sea.
/ðə ˈseɪlə went əˈʃɔː ˈɑːftə mʌnθs ət siː/
Il marinaio scese a terra dopo mesi in mare.
to go ashore /tə ɡəʊ əˈʃɔː/ = scendere a terra
to go aboard /tə ɡəʊ əˈbɔːd/ = salire a bordo
shore /ʃɔː/ = riva, costa
aboard /əˈbɔːd/ = a bordo
Sono espressioni semplici ma affascinanti, perché mostrano quanto il rapporto con il mare abbia lasciato un’impronta profonda nel vocabolario inglese.
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