Entrare in una classe inglese significa trovarsi davanti a un piccolo mondo pieno di oggetti, persone e azioni quotidiane. È un ambiente perfetto per imparare l’inglese perché possiamo indicare ciò che vediamo, descrivere dove si trova e raccontare quello che stanno facendo insegnanti e studenti. La parola classroom /ˈklɑːsruːm/ significa “aula”, mentre school /skuːl/ significa “scuola”. E già qui possiamo imparare una piccola differenza interessante: classroom indica lo spazio fisico in cui si svolge la lezione, mentre school indica l’istituzione o, più generalmente, il luogo in cui si studia.
In the classroom, the teacher is at the front and the students are at their desks.
Pronuncia: /ɪn ðə ˈklɑːsruːm, ðə ˈtiːtʃər ɪz æt ðə frʌnt ænd ðə ˈstjuːdənts ɑːr æt ðeə desks/
Traduzione: “Nell’aula, l’insegnante è davanti e gli studenti sono ai loro banchi.”
classroom /ˈklɑːsruːm/ = aula
teacher /ˈtiːtʃər/ = insegnante
student /ˈstjuːdənt/ = studente
desk /desk/ = banco/scrivania
front /frʌnt/ = parte anteriore, davanti
Al centro della lezione ci sono naturalmente le persone. Il teacher è l’insegnante, mentre gli alunni sono gli students. Possiamo anche usare pupil /ˈpjuːpəl/, una parola molto comune soprattutto nel British English per indicare un bambino o ragazzo che frequenta la scuola. I compagni di classe sono i classmates /ˈklɑːsmeɪts/: class significa “classe” e mate indica una persona con cui condividiamo qualcosa, come una classe, un lavoro o un’attività. Possiamo inoltre incontrare un headteacher /ˌhedˈtiːtʃər/, cioè il dirigente scolastico, e un teaching assistant /ˈtiːtʃɪŋ əˌsɪstənt/, una persona che aiuta l’insegnante durante le attività.
The teacher is talking to the students, while the classmates are listening carefully.
Pronuncia: /ðə ˈtiːtʃər ɪz ˈtɔːkɪŋ tə ðə ˈstjuːdənts, waɪl ðə ˈklɑːsmeɪts ɑː ˈlɪsənɪŋ ˈkeəfəli/
Traduzione: “L’insegnante sta parlando agli studenti, mentre i compagni ascoltano attentamente.”
pupil /ˈpjuːpəl/ = alunno
classmate /ˈklɑːsmeɪt/ = compagno di classe
headteacher /ˌhedˈtiːtʃər/ = dirigente scolastico
teaching assistant /ˈtiːtʃɪŋ əˌsɪstənt/ = assistente dell’insegnante
listen carefully /ˈlɪsən ˈkeəfəli/ = ascoltare attentamente
Ogni studente ha generalmente un desk e una chair /tʃeər/, cioè una sedia. Il banco può avere una superficie sulla quale appoggiare libri e quaderni e, in alcuni casi, un piccolo spazio per riporre gli oggetti. Sul desk troviamo spesso un notebook /ˈnəʊtbʊk/, un quaderno, un textbook /ˈtekstbʊk/, un libro di testo, e un pencil case /ˈpensəl keɪs/, l’astuccio. Possiamo quindi costruire frasi semplicissime ma utilissime: The book is on the desk, “Il libro è sul banco”, oppure The pencil case is next to the notebook, “L’astuccio è accanto al quaderno”.
There is a book on the desk and a pencil case next to it.
Pronuncia: /ðeər ɪz ə bʊk ɒn ðə desk ænd ə ˈpensəl keɪs nekst tə ɪt/
Traduzione: “C’è un libro sul banco e un astuccio accanto ad esso.”
chair /tʃeər/ = sedia
desk /desk/ = banco
notebook /ˈnəʊtbʊk/ = quaderno
textbook /ˈtekstbʊk/ = libro di testo
pencil case /ˈpensəl keɪs/ = astuccio
Apriamo l’astuccio e troviamo alcuni degli oggetti più conosciuti dagli studenti. C’è la pen /pen/, la penna, la pencil /ˈpensəl/, la matita, la rubber /ˈrʌbər/, che nel British English indica la gomma, e il ruler /ˈruːlər/, il righello. Possiamo avere anche coloured pencils /ˈkʌlərd ˈpensəlz/, matite colorate, highlighters /ˈhaɪlaɪtərz/, evidenziatori, e scissors /ˈsɪzəz/, forbici. Attenzione proprio a quest’ultima parola: scissors è normalmente un nome plurale. Per indicare un paio di forbici possiamo dire a pair of scissors.
I have a blue pen, two pencils and a small rubber in my pencil case.
Pronuncia: /aɪ hæv ə bluː pen, tuː ˈpensəlz ænd ə smɔːl ˈrʌbər ɪn maɪ ˈpensəl keɪs/
Traduzione: “Ho una penna blu, due matite e una piccola gomma nel mio astuccio.”
pen /pen/ = penna
pencil /ˈpensəl/ = matita
rubber /ˈrʌbər/ = gomma
ruler /ˈruːlər/ = righello
scissors /ˈsɪzəz/ = forbici
Davanti agli studenti c’è la board /bɔːd/, la lavagna. In una scuola possiamo trovare una blackboard /ˈblækbɔːd/, lavagna tradizionale, oppure una whiteboard /ˈwaɪtbɔːd/, lavagna bianca. Sulla lavagna l’insegnante può scrivere con un marker /ˈmɑːkər/, pennarello, oppure con chalk /tʃɔːk/, il gesso. Nelle aule moderne può esserci anche una interactive whiteboard /ˌɪntərˈæktɪv ˈwaɪtbɔːd/, la lavagna interattiva. È uno degli oggetti che permette di trasformare la lezione in qualcosa di molto più dinamico.
The teacher is writing a new word on the whiteboard.
Pronuncia: /ðə ˈtiːtʃər ɪz ˈraɪtɪŋ ə njuː wɜːd ɒn ðə ˈwaɪtbɔːd/
Traduzione: “L’insegnante sta scrivendo una nuova parola sulla lavagna bianca.”
board /bɔːd/ = lavagna
blackboard /ˈblækbɔːd/ = lavagna nera
whiteboard /ˈwaɪtbɔːd/ = lavagna bianca
chalk /tʃɔːk/ = gesso
marker /ˈmɑːkər/ = pennarello
Anche l’insegnante ha il suo spazio. La teacher’s desk /ˈtiːtʃəz desk/ è la cattedra, sulla quale possono trovarsi un computer /kəmˈpjuːtər/, alcuni libri, fogli, penne e magari una cup /kʌp/ di caffè. Qui incontriamo un altro elemento importante della grammatica inglese: il possessivo. The teacher’s desk significa letteralmente “il banco dell’insegnante”, cioè “la cattedra”. L’apostrofo + s indica infatti possesso: the student’s book = “il libro dello studente”; the teacher’s computer = “il computer dell’insegnante”.
The teacher’s computer is on the desk.
Pronuncia: /ðə ˈtiːtʃəz kəmˈpjuːtər ɪz ɒn ðə desk/
Traduzione: “Il computer dell’insegnante è sulla cattedra.”
teacher’s desk /ˈtiːtʃəz desk/ = cattedra
computer /kəmˈpjuːtər/ = computer
paper /ˈpeɪpər/ = foglio/carta
worksheet /ˈwɜːkʃiːt/ = scheda di lavoro
possessive /pəˈzesɪv/ = possessivo
Una classe non è fatta soltanto di banchi. Ci sono le walls /wɔːlz/, pareti, spesso decorate con cartelloni, disegni e posters /ˈpəʊstəz/. Ci sono le windows /ˈwɪndəʊz/, finestre, attraverso le quali entra la luce, e la door /dɔːr/, porta, che permette di entrare e uscire dall’aula. In alto possiamo trovare un clock /klɒk/, l’orologio, indispensabile quando gli studenti iniziano a guardarlo con grande interesse… perché manca poco alla fine della lezione!
There is a clock above the door and two windows beside the board.
Pronuncia: /ðeər ɪz ə klɒk əˈbʌv ðə dɔːr ænd tuː ˈwɪndəʊz bɪˈsaɪd ðə bɔːd/
Traduzione: “C’è un orologio sopra la porta e due finestre accanto alla lavagna.”
wall /wɔːl/ = parete
window /ˈwɪndəʊ/ = finestra
door /dɔːr/ = porta
poster /ˈpəʊstər/ = poster/cartellone
clock /klɒk/ = orologio
La classe è perfetta per imparare le prepositions of place, cioè le preposizioni di luogo. Un libro può essere on the desk, sul banco; lo zaino può essere under the chair, sotto la sedia; la lavagna è in front of the students, davanti agli studenti; il cestino può essere next to the teacher’s desk, accanto alla cattedra. Possiamo anche dire behind /bɪˈhaɪnd/ per “dietro”, between /bɪˈtwiːn/ per “tra” due elementi e near /nɪər/ per “vicino”.
The schoolbag is under the desk, and the book is inside the schoolbag.
Pronuncia: /ðə ˈskuːlbæɡ ɪz ˈʌndə ðə desk, ænd ðə bʊk ɪz ɪnˈsaɪd ðə ˈskuːlbæɡ/
Traduzione: “Lo zaino è sotto il banco e il libro è dentro lo zaino.”
on /ɒn/ = sopra, su
under /ˈʌndər/ = sotto
behind /bɪˈhaɪnd/ = dietro
between /bɪˈtwiːn/ = tra
next to /nekst tə/ = accanto a
A questo punto possiamo usare tutti gli oggetti per costruire una delle strutture più utili dell’inglese: there is e there are. Usiamo there is con un elemento singolare: There is a book on the desk, “C’è un libro sul banco”. Usiamo invece there are con più elementi: There are twenty desks in the classroom, “Ci sono venti banchi nell’aula”. È un modo semplice e naturale per descrivere ciò che vediamo intorno a noi.
There is a teacher in the classroom and there are many students at their desks.
Pronuncia: /ðeər ɪz ə ˈtiːtʃər ɪn ðə ˈklɑːsruːm ænd ðeər ɑː ˈmeni ˈstjuːdənts æt ðeə desks/
Traduzione: “C’è un insegnante nell’aula e ci sono molti studenti ai loro banchi.”
there is /ðeər ɪz/ = c’è
there are /ðeər ɑːr/ = ci sono
many /ˈmeni/ = molti
some /sʌm/ = alcuni/alcune
classroom /ˈklɑːsruːm/ = aula
Immaginiamo ora di entrare in classe e voler indicare qualcosa. Se abbiamo un oggetto vicino, possiamo dire this /ðɪs/: This is my book, “Questo è il mio libro”. Se è lontano, possiamo usare that /ðæt/: That is the teacher’s desk, “Quella è la cattedra”. Con più oggetti usiamo these /ðiːz/ per quelli vicini e those /ðəʊz/ per quelli lontani. Sono quattro parole semplici, ma preziosissime per imparare a descrivere un ambiente.
These are my pencils, but those are my classmate’s books.
Pronuncia: /ðiːz ɑː maɪ ˈpensəlz, bət ðəʊz ɑː maɪ ˈklɑːsmeɪts bʊks/
Traduzione: “Queste sono le mie matite, ma quelli sono i libri del mio compagno.”
this /ðɪs/ = questo/questa
that /ðæt/ = quello/quella
these /ðiːz/ = questi/queste
those /ðəʊz/ = quelli/quelle
classmate’s /ˈklɑːsmeɪts/ = del compagno/della compagna
Una classe, però, non è soltanto un insieme di oggetti. È il luogo in cui le persone learn /lɜːn/, imparano, read /riːd/, leggono, write /raɪt/, scrivono, ask questions /ɑːsk ˈkwestʃənz/, fanno domande, answer /ˈɑːnsər/, rispondono, work together /wɜːk təˈɡeðər/, lavorano insieme, e qualche volta ridono, si distraggono e commettono errori. Ed è proprio questo il bello dell’inglese: possiamo impararlo osservando il mondo che abbiamo davanti agli occhi.
In an English classroom, every object can become a new English word.
Pronuncia: /ɪn ən ˈɪŋɡlɪʃ ˈklɑːsruːm, ˈevri ˈɒbdʒɪkt kən bɪˈkʌm ə njuː ˈɪŋɡlɪʃ wɜːd/
Traduzione: “In una classe di inglese, ogni oggetto può diventare una nuova parola inglese.”
learn /lɜːn/ = imparare
read /riːd/ = leggere
write /raɪt/ = scrivere
ask a question /ɑːsk ə ˈkwestʃən/ = fare una domanda
work together /wɜːk təˈɡeðər/ = lavorare insieme
La classe è quindi un piccolo laboratorio di grammatica. Possiamo usare a e an per introdurre un oggetto: a pencil, a book, an eraser. Possiamo usare the quando sappiamo esattamente di quale oggetto stiamo parlando: the pencil on the desk. Possiamo usare there is e there are per dire che qualcosa è presente, le preposizioni per spiegare dove si trova e this, that, these, those per indicarlo. In poche parole, imparare la grammatica può cominciare proprio da ciò che abbiamo davanti: un banco, una matita, una lavagna… e una classe piena di nuove parole da scoprire.
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