Culture

Discover England | Il mare d’estate in Inghilterra: quando il seaside diventa una tradizione

Che cosa significa davvero andare al mare in Inghilterra?

Se immaginiamo una vacanza estiva britannica, potremmo aspettarci cieli nuvolosi, vento, temperature imprevedibili e qualcuno che, nonostante tutto, si tuffa allegramente in acqua. E forse non siamo poi così lontani dalla realtà.

Perché il rapporto degli inglesi con il mare è qualcosa di molto particolare. Non è necessario avere trenta gradi, un’acqua caldissima e una spiaggia tropicale per sentirsi in vacanza. Il seaside è un’esperienza culturale, fatta di passeggiate sul lungomare, moli vittoriani, cabine colorate, gelati, fish and chips, sale giochi, surf, piccoli porti e interminabili passeggiate sulle scogliere.

Il mare inglese non chiede necessariamente di essere vissuto sdraiati sotto il sole.

Chiede di essere scoperto.

E quando arriva una bella giornata estiva, gli inglesi sanno godersela fino all’ultimo raggio.

Il seaside: molto più di una spiaggia

La parola inglese seaside /ˈsiːsaɪd/ significa letteralmente “lato del mare”, ma nella cultura britannica racchiude qualcosa di molto più ampio.

Dire “We’re going to the seaside” non significa semplicemente “andiamo in spiaggia”. Evoca un’intera esperienza: la passeggiata sul lungomare, il molo, le beach huts, il profumo del mare, il rumore dei gabbiani, il gelato che si scioglie troppo velocemente e magari un sacchetto di fish and chips da mangiare guardando le onde.

Il fascino del mare inglese affonda le proprie radici nella storia delle vacanze popolari. Con la crescita delle ferrovie e del turismo nel XIX secolo, le località costiere divennero sempre più accessibili e le città di mare si trasformarono in luoghi di svago per famiglie e lavoratori.

Ancora oggi questa eredità è visibile nei grandi moli, nelle architetture vittoriane, nei luna park e nelle tradizionali località balneari.

È una cultura del mare molto diversa da quella mediterranea.

Da noi la vacanza al mare può significare soprattutto sole, bagno e tintarella.

In Inghilterra può voler dire anche camminare, esplorare, mangiare, divertirsi e stare insieme.

E se compare il sole?

Allora bisogna approfittarne immediatamente.

“Make the most of it!”

IPA: /meɪk ðə məʊst əv ɪt/

Traduzione: “Approfittane al massimo!”

È una frase perfetta per una giornata estiva britannica: quando finalmente arriva il bel tempo, non è proprio il momento di restare in casa.

Ma gli inglesi fanno davvero il bagno in mare?

Sì, assolutamente.

Anche se le acque inglesi sono generalmente più fredde rispetto a quelle mediterranee, il nuoto in mare, il wild swimming e gli sport acquatici sono molto apprezzati.

E in alcune località il mare è soprattutto sinonimo di surf.

Le coste della Cornovaglia e del Devon, per esempio, attirano moltissimi appassionati grazie alle loro onde e ai paesaggi spettacolari.

Naturalmente, per molti britannici il mare non significa necessariamente entrare in acqua.

Può bastare togliersi le scarpe e camminare sulla sabbia.

Oppure sedersi su una panchina.

Oppure ordinare un gelato.

Oppure guardare il mare in silenzio.

Perché, in fondo, il mare non ha bisogno di essere caldo per essere bello.

Cornwall: il mare selvaggio e romantico

Se c’è un luogo che nell’immaginario britannico rappresenta il fascino della costa, è la Cornovaglia.

Qui il mare assume un aspetto quasi cinematografico: scogliere, baie, villaggi di pescatori, spiagge sabbiose, acque turchesi nei giorni più luminosi e un paesaggio che sembra appartenere a un’altra Inghilterra.

Tra le località più conosciute ci sono St Ives, Newquay, Padstow, Penzance e l’area di Land’s End.

St Ives è particolarmente affascinante per chi ama l’arte e l’atmosfera dei villaggi costieri, mentre Newquay è una delle destinazioni più conosciute per il surf.

A Fistral Beach, a Newquay, il rapporto con il mare è decisamente più sportivo: tavola da surf, muta e onde diventano parte della vacanza.

E qui emerge un’altra caratteristica del mare inglese: la spiaggia non è necessariamente sinonimo di immobilità.

Si può andare al mare per nuotare, fare surf, andare in kayak, esplorare le rock pools o semplicemente camminare lungo la costa.

“Fancy a dip?”

IPA: /ˈfænsi ə dɪp/

Traduzione: “Ti va di fare un bagno?”

Una frase semplicissima, ma perfetta per entrare nell’atmosfera di una giornata al mare britannica.

Devon: baie, scogliere e piccoli villaggi

Accanto alla Cornovaglia troviamo il Devon, altra grande destinazione costiera del sud-ovest inglese.

Qui il paesaggio alterna spiagge, scogliere, porticcioli e piccoli centri costieri. È una zona particolarmente amata da chi cerca una vacanza che unisca mare e natura.

Tra le località più note troviamo Woolacombe, Ilfracombe, Salcombe, Torquay e Exmouth.

Il Devon è ideale anche per chi ama camminare. La costa può essere vissuta seguendo sentieri panoramici che regalano viste spettacolari sull’Atlantico e sulla Manica.

È il genere di luogo in cui una giornata di mare può trasformarsi spontaneamente in una lunga passeggiata.

E magari, alla fine, arriva la ricompensa perfetta: una cena a base di pesce.

Bournemouth: la grande spiaggia sabbiosa

Se invece cercate una località più vicina all’idea classica di vacanza balneare, Bournemouth, nel Dorset, è una delle destinazioni più conosciute.

Qui troviamo una lunga costa sabbiosa, il famoso molo, le caratteristiche beach huts e un’atmosfera vivace durante l’estate.

Le spiagge di Bournemouth si estendono per circa 11 chilometri e la zona offre anche sport acquatici, passeggiate costiere, caffè e ristoranti.

Le beach huts, le piccole cabine colorate sulla spiaggia, sono una delle immagini più caratteristiche del seaside britannico.

Non sono soltanto graziose da fotografare: fanno parte della tradizione balneare inglese e trasformano la spiaggia in una sorta di piccolo quartiere estivo.

E naturalmente c’è il molo.

Perché una vera località balneare inglese sembra quasi incompleta senza un pier.

Brighton: il mare che incontra la città

Se Bournemouth rappresenta una delle grandi località balneari della costa meridionale, Brighton è qualcosa di completamente diverso.

Brighton è mare, ma anche musica, arte, locali, negozi vintage, cultura alternativa e vita urbana.

Il celebre Brighton Palace Pier è uno dei simboli della città e regala quella particolare atmosfera che associamo al tradizionale seaside britannico: giostre, giochi, passeggiate e vista sul mare.

E poi ci sono i fish and chips.

Mangiarli sul lungomare, magari seduti davanti al mare, è quasi un piccolo rito.

Naturalmente bisogna fare attenzione ai gabbiani.

Potrebbero essere molto più interessati alla vostra cena di quanto lo siate voi.

Una frase perfetta per Brighton potrebbe essere:

“Let’s grab some fish and chips!”

IPA: /lets ɡræb səm ˌfɪʃ ən ˈtʃɪps/

Traduzione: “Prendiamo un po’ di fish and chips!”

Non è una sofisticata esperienza gastronomica.

È qualcosa di molto più britannico: semplice, informale e legato al piacere di stare all’aperto.

Whitby e la costa dello Yorkshire: il mare del Nord

Spostiamoci molto più a nord.

La costa dello Yorkshire ha un carattere completamente diverso da quello della Cornovaglia.

Qui il mare può apparire più selvaggio, il vento più deciso e il cielo più drammatico.

E proprio questa atmosfera rende luoghi come Whitby così affascinanti.

Whitby è famosa per la sua abbazia, per il legame con Dracula e per la sua lunga storia marittima. Dalla città si apre una vista spettacolare sul mare e sulla costa.

Poco distante troviamo spiagge e baie come Sandsend e Runswick Bay, dove la natura diventa protagonista.

Qui il mare non è necessariamente quello delle cartoline mediterranee.

È più misterioso.

Più romantico.

A volte persino inquietante.

Ma proprio per questo possiede una bellezza straordinaria.

Blackpool: la tradizione del seaside britannico

E poi c’è Blackpool, nel Lancashire, forse una delle località che più di tutte incarnano il lato tradizionale e popolare del seaside britannico.

Qui troviamo il celebre Blackpool Tower, il lungomare, i moli, le attrazioni, le sale giochi e le famose illuminazioni.

Blackpool rappresenta un’immagine diversa rispetto alle eleganti località della Cornovaglia o alle atmosfere creative di Brighton.

È più rumorosa, più divertente, più nostalgica.

È l’Inghilterra delle vacanze al mare di famiglia, delle giostre, delle fotografie buffe, delle passeggiate sul molo e delle serate illuminate.

Ed è proprio questa diversità a rendere interessante il seaside inglese: non esiste un unico modo di vivere il mare.

Il mare inglese secondo la letteratura

Il rapporto con il mare è entrato profondamente anche nella letteratura britannica.

Uno degli esempi più celebri è Virginia Woolf, che in To the Lighthouse trasforma il mare in una presenza quasi viva, capace di accompagnare pensieri, ricordi e sentimenti dei personaggi.

Una breve frase del romanzo esprime magnificamente questa dimensione:

“The sea was at her feet.”

IPA: /ðə siː wəz ət hə fiːt/

Traduzione: “Il mare era ai suoi piedi.”

In Woolf il mare non è soltanto un paesaggio. È qualcosa che accompagna l’esistenza, che cambia continuamente e che sembra custodire il tempo.

Ed è forse proprio questo che rende così affascinante il rapporto degli inglesi con la costa.

Il mare è un luogo fisico, ma anche mentale.

È spazio.

È memoria.

È libertà.

È malinconia.

È vacanza.

Una frase inglese che racconta tutto

C’è un’espressione che appartiene profondamente alla cultura del mare britannico:

“Oh, I do like to be beside the seaside!”

IPA: /əʊ aɪ duː laɪk tə biː bɪˈsaɪd ðə ˈsiːsaɪd/

Traduzione: “Oh, mi piace proprio stare vicino al mare!”

È il verso iniziale di una celebre canzone britannica del 1907, I Do Like to Be Beside the Seaside, diventata nel tempo una vera icona della cultura popolare inglese.

Ed è difficile trovare una frase più adatta per descrivere il sentimento britannico verso il mare.

Perché il seaside non è soltanto una destinazione.

È un ricordo d’infanzia.

È una giornata con la famiglia.

È un molo.

È un gelato.

È il vento tra i capelli.

È una passeggiata quando il cielo è grigio.

È il sole che finalmente compare e fa uscire tutti di casa.

E quando piove? Si va comunque al mare

Forse è proprio qui che possiamo capire meglio la differenza tra la nostra idea di vacanza balneare e quella britannica.

In Italia una giornata di pioggia può significare: “Oggi niente spiaggia.”

In Inghilterra non necessariamente.

Si può andare a vedere il porto, visitare un museo, camminare sulla costa, entrare in un pub, mangiare qualcosa di caldo oppure semplicemente passeggiare con una giacca impermeabile.

Del resto, gli inglesi hanno una frase perfetta anche per questo:

“Rain or shine.”

IPA: /reɪn ɔːr ʃaɪn/

Traduzione: “Con la pioggia o con il sole.”

L’espressione significa fare qualcosa indipendentemente dalle condizioni atmosferiche.

E forse è proprio questa la filosofia del seaside britannico.

Non aspettare il tempo perfetto. Vivi comunque la giornata.

Il mare inglese è diverso. Ed è proprio questo il suo fascino

Forse, dopo aver conosciuto le coste inglesi, smetteremo di chiederci se il mare sia “bello” soltanto quando il cielo è azzurro e l’acqua è calda.

La Cornovaglia ci insegna ad amare le scogliere e le baie.

Il Devon ci invita a camminare.

Bournemouth ci regala la spiaggia sabbiosa e le beach huts.

Brighton ci mostra un mare giovane, creativo e anticonformista.

Whitby ci porta in un paesaggio più misterioso, fatto di vento, storia e leggende.

Blackpool ci restituisce il lato giocoso e nostalgico della grande tradizione balneare britannica.

E forse è proprio questo che rende il mare inglese così affascinante.

Non promette sempre il sole.

Promette un’esperienza.

E quando arriva quella rara, splendida giornata d’estate in cui il cielo è limpido, il mare brilla e il vento è gentile, allora tutto sembra perfetto.

Una passeggiata sul lungomare.

Un gelato.

Il rumore delle onde.

Una deckchair sulla spiaggia.

E qualcuno che, sorridendo, dice:

“What a lovely day!”

IPA: /wɒt ə ˈlʌvli deɪ/

Traduzione: “Che splendida giornata!”

Forse, in quel momento, non serve davvero nient’altro.

Perché il mare, in Inghilterra, non è soltanto un luogo dove trascorrere l’estate.

È una parte della cultura, della memoria e dell’immaginario di un’intera nazione.

E forse basta sedersi davanti all’oceano, ascoltare le onde e lasciare che il vento porti via i pensieri per capire una cosa semplice:

sometimes, the sea is all you need.

IPA: /ˈsʌmtaɪmz ðə siː ɪz ɔːl juː niːd/

Traduzione: “A volte, il mare è tutto ciò di cui hai bisogno.”

Rosamaria Greco

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