Writers & Poets

Eliza Haywood: la scrittrice che sfidò il suo tempo e aprì la strada al romanzo moderno

Quando si parla di letteratura inglese del Settecento, i nomi che emergono più spesso sono quelli di Daniel Defoe, Jonathan Swift o Samuel Richardson. Eppure, per molto tempo, una delle autrici più lette della sua epoca è rimasta sorprendentemente nell’ombra: Eliza Haywood.

Oggi gli studiosi la considerano una delle fondatrici del romanzo inglese moderno e una delle prime donne a vivere della propria scrittura. Attrice, editrice, giornalista e autrice di oltre settanta opere, Haywood riuscì a costruire una carriera letteraria in un mondo dominato quasi esclusivamente dagli uomini.

La sua grandezza non risiede soltanto nella quantità delle opere pubblicate, ma nella modernità dei temi affrontati: desiderio femminile, indipendenza, matrimonio, identità, libertà personale e ruolo delle donne nella società.

Leggere Eliza Haywood oggi significa scoprire una voce sorprendentemente contemporanea.

Una donna che scriveva quando alle donne era quasi proibito farlo

Nata probabilmente intorno al 1693, Eliza Haywood visse in un’Inghilterra in cui le opportunità culturali per le donne erano estremamente limitate. Nonostante questo riuscì a costruire una carriera straordinaria come scrittrice professionista, pubblicando romanzi, racconti, opere teatrali, poesie e periodici. Molti dei suoi lavori apparvero inizialmente in forma anonima, pratica comune per le autrici dell’epoca.

La sua produzione fu così vasta che i contemporanei la definirono prolifica persino per gli standard del Settecento. Per decenni la critica la sottovalutò, ma dagli anni Ottanta del Novecento il suo lavoro è stato riscoperto e rivalutato come fondamentale per la storia della narrativa inglese.

Love in Excess: il romanzo che la rese famosa

Il successo arrivò con Love in Excess; or, The Fatal Enquiry (1719-1720), l’opera che la trasformò in una celebrità letteraria. Il romanzo racconta passioni, errori, desideri e conflitti sentimentali in un modo che apparve rivoluzionario ai lettori dell’epoca.

Ciò che colpiva non era soltanto la trama romantica, ma la profondità con cui Haywood analizzava le emozioni umane.

Uno dei passaggi più celebri dell’opera afferma:

“Love has no medium.”

/lʌv hæz noʊ ˈmiːdiəm/

“L’amore non conosce vie di mezzo.”

Questa frase riassume perfettamente la filosofia narrativa di Haywood. Nei suoi romanzi i sentimenti non sono mai tiepidi o superficiali. Amare significa rischiare, soffrire, desiderare e trasformarsi.

Per i lettori del Settecento era qualcosa di nuovo. Per le lettrici, soprattutto, rappresentava la possibilità di vedere finalmente raccontate le proprie emozioni con autenticità.

Fantomina: il capolavoro più moderno

Se Love in Excess rese famosa Eliza Haywood, è probabilmente Fantomina a rappresentare oggi la sua opera più studiata e affascinante.

Pubblicata nel 1725, la novella racconta la storia di una giovane aristocratica che, per comprendere il comportamento maschile e riconquistare l’attenzione dell’uomo che ama, assume diverse identità femminili.

L’idea era straordinariamente audace.

In un’epoca in cui alle donne veniva chiesto di essere passive, obbedienti e silenziose, Haywood costruisce una protagonista che prende il controllo della propria vita e del proprio desiderio.

La giovane donna si trasforma continuamente:

  • aristocratica
  • cameriera
  • vedova
  • dama misteriosa

Ogni maschera diventa un modo per esplorare il rapporto tra identità e libertà.

Oggi molti critici leggono Fantomina come un’opera sorprendentemente moderna perché affronta temi che continuano a essere attuali:

  • il ruolo sociale delle donne
  • l’autodeterminazione
  • le apparenze
  • la costruzione dell’identità

Non è soltanto una storia d’amore. È una riflessione sul modo in cui la società impone ruoli e aspettative.

Scrivere per le donne

Uno degli aspetti più innovativi di Eliza Haywood fu la sua attenzione al pubblico femminile.

In un mondo letterario dominato dagli uomini, Haywood comprese che esisteva un vasto numero di lettrici desiderose di leggere storie che parlassero delle loro esperienze.

Questa intuizione la portò a creare anche The Female Spectator, considerata la prima rivista scritta da una donna per un pubblico femminile. Attraverso articoli e riflessioni, affrontava temi sociali, morali e culturali da una prospettiva femminile, qualcosa di estremamente raro nel Settecento.

La sua scrittura contribuì a dare voce a donne che spesso non ne avevano una nello spazio pubblico.

Una scrittrice sorprendentemente moderna

Leggendo oggi Eliza Haywood, colpisce la modernità del suo sguardo.

Le sue protagoniste non sono figure passive in attesa di essere salvate. Sono donne che desiderano, scelgono, sbagliano, soffrono e cercano il proprio posto nel mondo.

Haywood comprendeva che la letteratura poteva essere molto più di un intrattenimento.

Poteva diventare uno spazio di riflessione sulla società.

Poteva mettere in discussione convenzioni considerate immutabili.

Poteva dare voce a chi normalmente non veniva ascoltato.

Non sorprende che molti studiosi vedano nelle sue opere alcuni dei primi segnali di una coscienza femminile moderna.

Perché leggere Eliza Haywood oggi

Molti classici sopravvivono perché raccontano bene il loro tempo.

Eliza Haywood sopravvive perché racconta anche il nostro.

Le sue opere parlano di amore, identità, desiderio, libertà e aspettative sociali. Parlano del conflitto tra ciò che siamo e ciò che gli altri si aspettano da noi.

Temi che attraversano i secoli senza perdere forza.

E forse è proprio questo il motivo per cui la sua voce continua a essere riscoperta da nuove generazioni di lettori.

Conclusione

Eliza Haywood fu molto più di una scrittrice di successo. Fu una pioniera.

In un’epoca che concedeva poco spazio alle donne, riuscì a costruire una carriera straordinaria e a creare personaggi femminili complessi, intelligenti e profondamente umani.

Attraverso opere come Love in Excess e Fantomina, contribuì a plasmare il romanzo inglese e ad aprire nuove possibilità narrative per le donne che sarebbero venute dopo di lei.

Oggi, a distanza di quasi tre secoli, le sue storie continuano a ricordarci che la letteratura più potente è quella capace di dare voce a chi, troppo a lungo, è rimasto in silenzio.